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Operazione Alibante: mio plauso alla Dda di Catanzaro

L’Operazione Alibante, coordinata dalla Dda di Catanzaro che ha colpito con 17 arresti il clan Bagalà, operante nell’alto tirreno lametino a cavallo tra i comuni di Nocera Terinese e Falerna.

di Giuseppe d’Ippolito

Il clan Bagalà,  come evidenziato da quest’inchiesta, controllava in modo asfissiante quel comprensorio mediante delitti, estorsioni ai danni degli imprenditori del settore turistico ed alberghiero allo scopo di gestire, direttamente o indirettamente, importanti attività economiche. Il potere di questo sodalizio era perfino in grado di esercitare un’azione condizionante sulla vita politica di Nocera Terinese e Falerna poiché sono venuti fuori dei rapporti illeciti di quella cosca ed alcuni esponenti di queste amministrazioni comunali.

L’Operazione Alibante ha evidenziato per l’ennesima volta la forza della ‘ndrangheta calabrese ma anche la tenacia della magistratura che la contrasta con efficacia sempre maggiore. Ciò è dovuto al cambio di atteggiamento dei calabresi onesti, che, denunciando, permettono allo Stato di intervenire in maniera sempre più incisiva.

Concordo quindi  con le parole del procuratore Gratteri quando afferma che i cittadini debbono avere fiducia perché lo Stato sta liberando un intero territorio e continuerò ad impegnarmi in parlamento per fornire alla magistratura leggi sempre più efficaci per il contrasto alle organizzazioni criminali. La ripresa economica della Calabria passa per la legalità: dovremo fare in modo che i fondi del Pnrr che saranno destinati alla nostra regione non divengano preda degli appetiti criminali, come spesso è capitato nei decenni passati, ma vengano effettivamente spesi per lo sviluppo del territorio.

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